PROGETTO

MARCHE FEMMINILE PLURALE – L’eccellenza femminile nel mondo del vino e dei canali Ho.re.ca.
Capofila progetto: Eclissi Eventi srls di Morrovalle (MC)

CONTENUTI DEL PROGETTO
Nelle Marche, così come in Italia e nel resto del Mondo, le donne stanno conquistando un posto sempre più importante nel mondo dell’accoglienza e dell’enogastronomia. La loro azione si dimostra capace di essere multiforme, determinata, sinergica, creativa, votata all’eccellenza. Tanti sono i talenti nei vari ambiti, che meritano di essere raccontati e valorizzati, perché portatori di un valore aggiunto marcato e peculiare.

Secondo il rapporto Cribris 2020, il numero delle aziende vitivinicole al femminile ha ormai superato il 25% del settore primario italiano producendo, insieme alle imprenditrici agricole, il 28% del PIL agricolo. Le donne stanno conquistando anche la ristorazione, un settore che fino a poco tempo fa era occupato prevalentemente da uomini ma che negli ultimi anni ha visto chef donne emergere anche nei ristoranti stellati. Secondo la Guida Michelin 2019, le donne chef nel mondo sono circa il 4% su oltre 3mila ristoranti in 28 nazioni: in Italia su 367 stellati le donne sono 45 mentre in Francia su 621 appena 16.

Nella nostra regione l’imprenditorialità femminile nel mondo della produzione agricola e dell’accoglienza non deve stupire. Le sue radici sono profonde e radicate nella storia. La vergara, prototipo della moderna imprenditrice, è una figura chiave della realtà sociale prettamente mezzadrile che ha caratterizzato, fino alla metà del secolo scorso, la nostra regione. Quella mezzadria (patto di origini antichissime fra contadino e proprietario che si associano per la coltivazione di un podere al fine di dividerne a metà prodotti, utili e spese di esercizio) che ha segnato la storia delle Marche e ha disegnato le sue meravigliose colline accuratamente suddivise in appezzamenti regolari che ogni anno cambiavano coltura, colore e aspetto. Alla vergara spettava la gestione completa della casa, del pollaio, dell’orto, del vestiario e della preparazione del cibo per una quindicina di persone. La sua imprenditorialità  era una necessità di vita. Oggi, alle vergare, si sostituiscono le imprenditrici del settore, che sentono il legame con la terra e con il territorio come parte naturale di sé. Titolari di aziende agricole, ristoratrici, addette alla sala e all’accoglienza, giornaliste gourmet, docenti universitarie, travel influencer, barman e sommelier: mille sono le declinazioni che il genio femminile ha creato nel settore, con una profonda specificità: la capacità di innovare e fare rete, scovando le eccellenze, ponendo attenzione ai particolari sottotraccia, curando i dettagli di tradizioni millenarie.

Le azioni proposte da “Marche: Femminile plurale” intendono ripercorrere e rendere visibile “la sottile linea rosa” che con successo percorre l’intera filiera: dalle produttrici di vino fino alle ristoratrici, alle addette di sala, alle sommelier, alle titolari di agenzie di viaggi. Nuove sinergie foriere di una nuova creatività e appeal turistico, di cui il nostro territorio può giovare su territorio nazionale ed internazionale.

A tal scopo, il progetto prevede le seguenti azioni:
sono stati selezionati su territorio marchigiano 16 operatori ho.re.ca. di alto livello dove è particolarmente evidente l’impronta femminile: per tradizione, per via della proprietà, perché la guida è prettamente a titolo femminile. Ad essi sono state affiancate 38 cantine, ponendo anche in questo campo particolare attenzione al mondo donna: 11 di esse infatti appartengono all’associazione “Le donne del vino Marche”. Inoltre, il partenariato coinvolge 4 aziende di produzione e commercializzazione agroalimentare.

Ogni Horeca ospiterà, come richiesto da bando, un evento di degustazione cena, durante il quale verranno proposte 3 differenti cantine e utilizzati i prodotti delle aziende agricole coinvolte nell’AdP.

Anche in collaborazione con gli altri enti che hanno dichiarato la loro collaborazione al progetto, ovvero l’Associazione Donne del Vino Marche, l’Associazione Donne in Campo (affiliata CIA), l’Istituto Alberghiero IIS Einstein-Nebbia di Loreto l’Accademia Italiana della Cucina Ancona Riviera del Conero, la Scuola Europea Sommelier Marche, ogni evento avrà una particolarità: la degustazione sarà occasione per valorizzare la presenza femminile e il tema della parità di genere nella filiera marchigiana che porta dalla vigna all’accoglienza. Ciò verrà realizzato 4 sia attraverso la presentazione di vini di cantine a guida femminile ma anche attraverso l’intervento di esperti, docenti, sommelier imprenditori che narreranno tale linea di valore aggiunto. Questo tipo di impostazione è stata particolarmente apprezzata da tutte le realtà con cui, in fase di stesura del presente documento, il nostro team è entrato in relazione. Per questo sono state raccolte tante proposte di adesione, che non sono state potute inserire nell’Adp a rigor di bando, ma che contiamo di coinvolgere durante le azioni di progetto.

Gli eventi di degustazione saranno dunque, oltre che ospitati in horeca a conduzione femminile, accompagnati da ulteriori emergenze professionali femminili del settore, declinando ogni sfaccettatura della filiera e mostrandone l’eccellenza: barman, sommelier, giornaliste, docenti universitarie, che perfettamente si integrano e dialogano con il più consolidato establishment maschile del settore.

Per aumentare ulteriormente l’attrattività delle serate di degustazione ad un pubblico sempre più vasto,sia locale che turistico di fuori regione, il soggetto capofila, Eclissi eventi srls, si farà carico di affiancare alle cene degustazione anche un momento di spettacolo, calibrato insieme ai soggetti coinvolti.

Al fine di massimizzare le capacità del progetto di avere diffusione su un pubblico sovraregionale, nel progetto è stato inoltre coinvolto non un unico soggetto di agenzia di viaggi, ma un gruppo di agenzie denominato “Ci Viaggi” legate tra di loro, dal 2020, da un accordo di partnership finalizzato alla collaborazione reciproca per rendere massimamente efficace la loro azione in termini di marketing congiunto nella creazione e diffusione di pacchetti turistici e promozione turistica del territorio. A loro spetterà la realizzazione dell’offerta turistica legata agli eventi in progetto. La loro presenza garantirà una nutrita percentuale di partecipanti da fuori regione ad ogni evento. Di questo gruppo, 3, in cui è più forte la componente femminile, hanno aderito formalmente al partenariato. Gli altri garantiranno collaborazione fattiva in fase operativa.

• presenza nel progetto di un tour operator:

Come sopra indicato, il progetto si avvale di una cordata di tour operator, legati da accordo di partnership dal 2020 e identificati come parte comune dal termine “CiViaggi”. La loro presenza si rivelerà particolarmente efficace per il progetto sia in termini di sviluppo di pacchetti turistici ad hoc, finalizzati alla conoscenza del territorio su cui insiste il partner horeca soggetto dell’evento di volta in volta contemplato, sia attraverso l’inserimento della cena degustazione in ulteriori pacchetti turistici già sviluppati da “CiViaggi”. Si ricorda infatti che tra gli obiettivi di “CiViaggi” è indicato lo “svolgimento di un ruolo sempre maggiormente incisivo di promozione turistica e sviluppo dell’economia sul territorio con sinergie e programmazioni di marketing non solo in ambito comunale ma anche regionale e interregionale” attraverso azioni “commerciali di pubblicità e marketing e diffusione conoscitiva di pacchetti turistici”. Il gruppo di partner ha subito sposato con entusiasmo l’idea alla base del presente progetto, in quanto rispecchia in pieno il modus operandi del team: lavorare in rete sul territorio, senza discriminazioni di genere ( si sottolinea che anche in CiViaggi è forte la presenza femminile come motore trainante di idee e progetti), attraverso la creazione di filiere orizzontali e verticali. La loro azione sarà costantemente coordinata con il gruppo di comunicazione ( al suo interno composto da anima web e tradizionale) al fine di creare un’unica immagine forte e riconoscibile da comunicare oltre regione.

Ogni serata evento dunque diventerà occasione per conoscere il territorio di riferimento dell’horeca protagonista. Grazie alla creazione di un pacchetto turistico concordato non solo con l’horeca e le aziende produttrici, ma anche con i soggetti del terzo settore e gli enti pubblici del territorio di riferimento, si creerà un pacchetto turistico composto da una passeggiata guidata alla scoperta del territorio, con la possibilità di aperture di luoghi spesso inaccessibili e coordinamento con altre attività di incoming turistico (eventi di piazza, mostre, incontri e convegni) organizzati dall’ente territoriale. Ciò al fine di creare un’unica immagine positiva del territorio, dove la cena degustazione diventa per il turista il termine di una o più giornate affascinanti alla scoperta di quanto le Marche hanno da offrire, anche nei territori ad oggi meno noti.

Il progetto si compone di 16 eventi su operatori aggreganti, eventi che si svolgeranno nei comuni sede di localizzazione degli Horeca coinvolti a partire dalle metà di luglio 2021 fino al 30 novembre 2021. Le varie professioniste che non sono produttrici ma sono parte dell’Associazione DDV Marche saranno coinvolte nei vari eventi, ognuna per la propria competenza.

PUNTI DI FORZA DEL PROGETTO:
Oltre alla ripartenza economica del settore, il presente progetto si pone anche come valore aggiunto quello di narrare, oggi ma con una prospettiva duratura negli anni a venire, una storia da un nuovo punto di vista, dalle sue radici fino al presente e alle sue potenzialità future. Far nascere una nuova filiera del dialogo e della parità di genere per trasmettere agli utenti del territorio, ai giovani, ai turisti e a quanti vorranno approfondire il tema, una storia e una cultura dei generi e delle generazioni che si sono susseguite nel territorio marchigiano grazie anche alla presentazione, durante gli eventi di degustazione, di attività di studio, ricerca, divulgazione, e mediante e la collaborazione con altre associazioni, enti e istituti culturali, dei territori.

Il principale punto di forza è dunque nell’idea forte di base, capace di fungere da collettore per un’intera filiera, che esperienze ha fatto in questo senso ma sempre in linea orizzontale, tra professioniste dello stesso settore ma mai in linea verticale, in cui possono riconoscersi produttrici, professioniste dei vari settori fino alle ristoratrici. Questa idea, tanto attuale in questo periodo storico in ambito internazionale, siamo sicuri sarà in grado di  sopravvivere anche a termine del periodo di finanziamento delle attività e diventare un marchio di riconoscimento della nostra regione, l’unica sin dal nome stesso, già “femminile plurale”

Massimo punto di forza del progetto risiede nella complessità strutturata non solo del suo partenariato in senso stretto, ma nella rete ben più ampia del formale partenariato, che il progetto ha saputo catalizzare attorno all’idea di partenza: quello che si andrà a comporre è un ciclo completo, che parte dalla terra e da chi la lavora fino a raggiungere l’utilizzatore finale, che viene educato, sensibilizzato e condotto verso un consumo consapevole e rispettoso del territorio. Ciò avviene grazie appunto ai partner coinvolti: dai produttori/produttrici fino agli horeca e ai soggetti della distribuzione (selezionati tra coloro che hanno una particolare attenzione per la produzione di qualità), alle associazioni, tra cui spiccano soggetti di formazione ( istituto alberghiero, dunque rivolto a target in età scolare), aggregatori di portatori di interessi diretti ( donne del vino marche, donne in campo, Accademia di Cucina riviera del Conero, Scuola Europea Sommelier Delegazione Marche) e associazioni di sensibilizzazione ambientale ( green nat 21 APS) in grado di coinvolgere i consumatori finali locali e sovraterritoriali con un bacino di utenza ampio ed articolato.

 

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